𝐋𝐀 ππ‘πŽπŒπ„π’π’π€ 𝐃𝐄𝐋𝐋'π€π’π’π€π’π’πˆππŽ

𝐝𝐒 πƒπšπ―π’π π‚π«π¨π§πžπ§π›πžπ«π 

π€π§ππ«πžπžπš π’πšπ―π¨π§πžπš

β€œπ‘π‘œπ‘› π‘π‘’π‘œπ‘– π‘“π‘Žπ‘Ÿπ‘’ π‘π‘Žπ‘‘π‘‘π‘– π‘π‘œπ‘› 𝑖𝑙 π‘‘π‘–π‘Žπ‘£π‘œπ‘™π‘œ π‘ π‘’π‘›π‘§π‘Ž π‘π‘’π‘Ÿπ‘‘π‘’π‘Ÿπ‘’ π‘’π‘›π‘Ž π‘π‘Žπ‘Ÿπ‘‘π‘’ π‘‘π‘’π‘™π‘™π‘Ž π‘‘π‘’π‘Ž π‘Žπ‘›π‘–π‘šπ‘Žβ€

π΄π‘›π‘›π‘Ž (π‘π‘Žπ‘œπ‘šπ‘– π‘Šπ‘Žπ‘‘π‘‘π‘ )

Eastern Promises permette di dare uno sguardo ravvicinato a un mondo che solitamente resta nell’ombra: quello della mafia russa radicata nel cuore di Londra. Non Γ¨ un film che ti prende per mano, non ti accompagna: ti scaraventa direttamente nel freddo, nella violenza e in un codice d’onore antico, crudo e spietato.

La trama Γ¨ relativamente semplice, ma mai banale. Naomi Watts interpreta una levatrice che si ritrova coinvolta con la mafia russa dopo il ritrovamento di un diario appartenente a una giovane ragazza russa morta di parto. E da lΓ¬, piano piano, si apre un vaso di Pandora fatto di prostituzione minorile, tratta di esseri umani e finta rispettabilitΓ . Il contrasto tra Anna ( Naomi Watts), ingenua e piena di buone intenzioni, e la brutalitΓ  sommessa del mondo criminale russo, Γ¨ uno dei punti di forza del film. La regia di David Cronenberg Γ¨ chirurgica, essenziale, quasi distaccata. Non c’Γ¨ spazio per l’enfasi o il romanticismo del crimine: ogni scena sembra girata per restituire un senso di veritΓ  scomoda. Tutto Γ¨ immerso in toni freddi, pioggia battente, luci al neon che riflettono su pozzanghere e silenzi che pesano piΓΉ delle parole.

A incarnare perfettamente tale freddezza e meticolositΓ  Γ¨ il personaggio interpretato da Viggo Mortensen. Nikolai Luzhin , l’autista (ma non solo) di una famiglia mafiosa russa, con una compostezza magnetica. Ogni gesto, ogni sguardo Γ¨ controllato, misurato. Mortensen scompare dietro a un personaggio inquietante e affascinante, perfettamente calato in un mondo dove la violenza Γ¨ rituale e il silenzio Γ¨ sopravvivenza. Egli Γ¨ un enigma a forma d’uomo. Apparentemente Γ¨ solo un autista silenzioso e impeccabile per la famiglia mafiosa russa, ma ogni suo gesto, ogni silenzio, rivela che c’è molto di piΓΉ. È un personaggio costruito sulla sottrazione: parla poco, osserva molto, agisce con precisione.

Il suo aspetto glaciale e controllato nasconde un fuoco interiore che ribolle e si intuisce solo nelle brevi crepe del suo autocontrollo. È calmo persino davanti alla violenza più brutale, ma non è mai un carnefice insensibile: piuttosto, sembra accettare la violenza come parte inevitabile di un ordine che ha scelto.
I suoi tatuaggi sono la sua seconda pelle, un linguaggio che solo chi conosce il codice criminale russo può leggere. In essi è scritta la sua vita, ma anche la sua maschera: perché con il proseguire della trama, scopriamo che Nikolai è molto di più di quello che mostra. È un doppio gioco incarnato, un uomo che vive sospeso tra due mondi: quello della legge e quello del crimine, del dovere e della lealtà; di fatto la sua ambiguità morale è il cuore del personaggio. Nikolai non è un eroe, ma nemmeno un antieroe. È un sopravvissuto. Un uomo che ha sacrificato la propria umanità per un bene più grande, pur mantenendo intatti dignità, sangue freddo e una strana forma di compassione.
In poche parole, Nikolai Γ¨ il volto umano della disumanitΓ  del sistema criminale.

Una caratteristica fondamentale del film sono i simboli e il linguaggio visivo:

1. I tatuaggi come codice narrativo

In questo caso, i tatuaggi non sono semplici decorazioni ma rappresentano un vero linguaggio codificato all’interno della mafia russa. Ogni simbolo sulla pelle racconta una storia, il rango e le esperienze nel mondo criminale. La scena in cui Nikolai mostra i suoi tatuaggi a una commissione di anziani mafiosi Γ¨ molto significativa, poichΓ© serve come una sorta di β€œcurriculum vitae” visiv9 che attesta la sua affidabilitΓ  e il suo status all’interno dell’organizzazione.

2. La scena della sauna: vulnerabilitΓ  e brutalitΓ 

Una delle sequenze piΓΉ memorabili Γ¨ la scena della sauna dove il protagonista combatte nudo contro due aggressori. Oltre a essere emblema della brutalitΓ  e la violenza del mondo criminale, sottolinea anche la vulnerabilitΓ  fisica e psicologica del personaggio.

3. Il diario di Tatiana: voce silenziosa di una vittima

Il diario della giovane, vittima della tratta di esseri umani, Γ¨ l’elemento che guida l’indagine di Anna. Attraverso le parole del diario lo spettatore viene a conoscenza delle atrocitΓ  subite dalla ragazza, dando voce a chi purtroppo non puΓ² piΓΉ parlare. Tale elemento Γ¨ la testimonianza silenziosa delle vittime del traffico di esseri umani e la necessitΓ  di portare alla luce le storie nascoste.

4. L’ambientazione londinese: un paesaggio urbano freddo e ostile
L’ambientazione londinese cupa fredda e opprimente diventa quasi essa stessa un personaggio, influenzando l’umore e le azioni dei protagonisti.

Non Γ¨ un film per tutti. Chi cerca l’azione frenetica o i colpi di scena alla Hollywood ne uscirΓ  deluso. Eastern Promises lavora sotto pelle, ti lascia un senso di disagio e ammirazione insieme. È un film che parla con la sottrazione, dove ogni simbolo (i tatuaggi, la lingua) ha un significato preciso e radicato in una cultura criminale che non fa sconti.
In definitiva, Γ¨ un’opera che resta. Lucida, spietata, elegante nella sua ferocia. Una riflessione cupa sull’identitΓ , sull’onore e sulla sopravvivenza in un mondo dove le promesse hanno un prezzo.

Β 
LA SCHEDA
Titolo originale: Eastern Promises
Anno: 2007
Regia: David Cronenberg
Durata: 101 minuti

Genere: gangster, noir, drammatico, thriller

π€π“π“πŽπ‘πˆ ππ‘πˆππ‚πˆππ€π‹πˆ
Viggo Mortensen: Nikolai LuΕΎin
Naomi Watts: Anna Chitrova
Vincent Cassel: Kirill
Armin Mueller-Stahl: SemΓ«n
SinΓ©ad Cusack: Helen
Β 
Β 
L’articolo Γ¨ stato redatto da studenti del ITC Nizzola di Trezzo sull’Adda che ha partecipato per alcuni anni ad un progetto di cinema e letteratura creato dallaΒ  prof.ssa Francesca Numerati, nostra esperta di recensioni di libri, in collaborazione con cineSmania.Β 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarΓ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto