Ombra e il Poeta

Opera Rock

Trailer

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L'Opera Rock

SINOSSI

Icaro è un sognatore, fin da bambino desidera diventare un poeta. Nonostante l'infanzia segnata da costanti violenze familiari e avvenimenti tragici, mantiene vivi i suoi sogni grazie a Ombra, la misteriosa figura che lo accompagna sin dalla culla. Tutto cambia quando s'innamora di una donna, Selene, e caccia via Ombra. La vita ordinaria lo inghiotte. Ombra resterà in disparte, attendendo a lungo di riemergere. Quando, riapparso Ombra, i ricordi di Icaro riaffioreranno alla memoria, il Poeta precipiterà in un vortice incontrollato di avvenimenti drammatici.

L'IDEA DELL'OPERA ROCK

Il desiderio di mettere in immagini l'opera rock del fondatore, Gianni, ha determinato la decisione di creare questa casa di produzione. Infatti questo genere non viene prodotto in Italia dove arrivano raramente solo grossi nomi internazionali. La decisione di autoprodurre insieme al FonoVideo Audio-Post un'opera rock nasce dall'esigenza di ridurre al minimo compromessi di natura artistica e quindi di sceneggiatura e arrangiamento musicale. Contrariamente a quanto si fa di solito, si è partiti dalla sceneggiatura completa e non dal proporre a case di produzione il soggetto.

IL FILM

Genere: Musicale, Drammatico
Durata: 104m
Dove vederlo: Netflix (26 Paesi Europei)

Un film pluripremiato

Ombra e il Poeta vince 2 premi (Best Original Soundtrack e Best Trailer) e 2 secondi posti (Best Song e Best VFX) al Flicks Film Festival di Londra confermando il successo della Monthly Edition nella quale ha vinto 10 allori, in tutte le categorie più rilevanti e altre 3 nomination

Vince Con una foto di Mario Biancardi, fotografo dio scena del film, il prestigioso premio Cliciak 2018 contro 115 film milionari

Vince inoltre il Premio Cultura in Verde a Roma per una produzione green che ha coinvolto e riscoperto una vallata di montagna

Menzione di Merito al Regista al MoviePlanet Film Festival 

Official Selection al Ostia international film festival 

Official selection al Movie Nisville Summit a Nis, in Serbia con proiezione pubblica

 

 

 

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Cast & Crew

CAST

Icaro: Gianni Caminiti
Selene: Daniela Monico
Icaro giovane: Luca Salmaso
Selene giovane: Sara Rinaldi
Elio: Massimo Vinci
Eva: Miriam Rebuzzini
Ermete: Fabio Esposto
Teo: Federico Riva
Mario: Gianluca Esposito
Andy: Daniele Viaroli
Mister Unico: Elio Rotundo
Piedi in tasca: Francesco Garuti
Ombra: Unknown from the Hell

VOCI

Icaro: Gianni Caminiti (Tenore-Baritono)
Selene: Chiara Ghiorso (Soprano)
Elio: Massimo Vinci (Tenore)
Eva: Miriam Rebuzzini (Soprano)
Ermete: Viki Ferrara (Tenore)
Teo: Luca Ragaglia (Tenore)
Andy: Yari Favaro (Tenore)
Mario: Luca Pareschi (Tenore) 
Ombra: Unknown from the Hell (Baritono)

Crew

Regia, Soggetto e Sceneggiatura: Gianni Caminiti
Produzione: cineSmania
Co-Produzione : FonoVideo Audio-Post
Produttore Esecutivo: Paola Capellini
Coordinatore Audio: Giorgio Vita Levi
Coordinatore Video, VFX, 3D grafica: Mario Leclere
Musiche: Gianni Caminiti, Fabio Beltramini, Viki Ferrara
Libretto: Gianni Caminiti

Mix Musica: Franco Zorzi, Teo Maranzana, Duccio Servi
Scenografie: Sanne Oostervink, Laura Ferrara
Costumi:  Sanne Oostervink
Casting: Gianni Caminiti
Creazioni artisiche e Storyboard: Federico Riva
Fotografia: Gianni Caminiti, Davide Puzziferri
Aiuto Regia: Paola Capellini
Assistente alla regia:  Maria Marta Mirizio
Trucco e Parrucco: Sanne Oostervink, Marta Tenaglia
Primo operatore e Steadycam: Davide Puzziferri
Segretaria edizione: Paola Capellini
Continuità: Elena Sbrogiò

Elettricista: Emanuele Cavalcanti

Macchinisti: Daniele Ferrari, Riccardo Di Stefano

Operatori Drone: Paola Calanni, Edoardo Franchi
Operatore Paramotore: Stefano Venturi
Falconieri: Dino Bendotti, Anna Flumeri, Gaia Sironi
Parapendio e Falchi: Elvio Bernardi
Catering: Davide e Diego Arrigoni, Anselmo Arrigoni
Fotografo di Scena: Mario Biancardi
Montaggio: Gianni Caminiti
VFX: Mario Leclere, Gianni Caminiti, Lorenzo Schavino
Contributi VFX: Davide Puzziferri, Luigi Naro
Contributi 3D: Antonio Giacoia, Domenico Damato
Colograde: Mario Leclere
Sonorizzazione, Foley e Mix Film: Giorgio Vita Levi
Contirbuto sonorizzazione: Edo Martin
Cartoon: Mario Leclere, Federico Riva
Sound Design: Giorgio Vita Levi, Edo Martin
DCP: MagesticFilm
Sala di prova DCP: Arcadia Cinema Sala Energia
Premiere: 
Arcadia Cinema Sala Energia
Amministrazione: Francesca Lucarelli

Ufficio Stampa: Stefano Zanelli, Francesca Lucarelli

 

Storyboard

Un’opera rock si configura a tratti come una lunghissima videoclip montata freneticamente. In altre parti invece come un normale film con inquadrature più mantenute. L’insieme porta ad una incredibile quantità di inquadrature da pensare, realizzare e poi montare con una “edizione” da incubo. 
Per realizzare al meglio un film che prevedeva almeno il quintuplo di cut di un film normale ed un numero enorme di inquadrature diverse abbiamo deciso dei realizzare l’intero storyboard del film in fase di preproduzione, sulla prima stesura della sceneggiatura. Una impresa titanica, durata quasi 5 mesi, ma ne è valsa la pena.

L’artista Federico Riva, già presente nei passi precedenti del progetto (realizzazione della prima versione Cd e teatrale), ha disegnato fianco a fianco al regista per 4 mesi e mezzo, oltre 3000 tavole seguendo passo passo la sceneggiatura e traducendo in immagini le idee del regista e sceneggiatore.
Le tavole sono state successivamente montate a tempo di musica in storyreel per poter permettere alla troupe di vedere il film prima di essere girato, agli operatori di avere un’idea chiara delle inquadrature da preparare (il regista era spesso in scena come attore) e  facilitare il successivo montaggio.
Storyboard e Edizione devono essere solidi per non perdersi sul set prima e poi nel montare le scene.


“Una emozione indescrivibile per la prima volta vedere davanti agli occhi le immagini che avevo solo nella mia testa” (Gianni Caminiti)

Alcune delle 3000 tavole disegnate da Federico Riva – copyright cineSmania®/Federico Riva

Dallo Storyboard al Girato

“Vedere nel monitor le stesse immagini prima solo pensate e poi disegnate è stato come liberare un incubo. Ora quell’incubo non era più solo mio”
(Gianni Caminiti)

Il mito di Icaro

Ombra e il Poeta propone una suggestione che si ispira liberamente al mito di Icaro. Icaro è anche il nome del protagonista del nostro film.
Sogno dell’uomo sin dalla notte dei tempi è poter volare ed è anche il sogno del protagonista dell’opera. Durante l’infanzia è la madre, che gli diede quel nome, a mettergli delle ali di carta ma a causa di un’infanzia violenta, Icaro è presto costretto ad abbandonare il sogno del volo con ali fisiche per tentare di volare sulle ali della poesia. Poco dopo però deve seppellire anche questo suo secondo desiderio, quello di spiccare il volo tra rime e prosa, e  smettere di sognare. Diventerà così un uomo coi “piedi in terra”, proprio come suo padre voleva: l’uomo qualunque.
Gli incubi e le paure del passato riaffioreranno nella seconda metà della vita e finalmente deciderà di seguire quella che ha sempre pensato essere la sua strada, dopo essere stato per tanti anni inghiottito in una vita non sua. Con le sue rinnovate ali punterà sempre più in alto perché, come lui stesso dirà più volte, vuole “vivere appeso al filo delle sue parole”.

La parte conosciuta del mito di Icaro narra anche dell’avvertimento del padre Dedalo, quello di non volare troppo vicino al sole per non rischiare lo scioglimento delle ali di cera. Un avvertimento evidentemente anche di natura morale che invita a non elevarsi troppo.
Quello che pochi sanno è che Dedalo lo aveva anche avvisato Icaro di non volare nemmeno troppo basso o le ali si sarebbero impregnate di umidità con il rischio di cadere in mare. Questo secondo avvertimento è stato semplicemente ignorato dalla morale corrente. Il secondo monito di Dedalo invita a non lasciarci schiacciare in una vita, Sì sicura, ma lontana dalle proprie reali ambizioni e inclinazioni. Si insegna la paura. Su questo altare di sicurezza migliaia di persone ogni anno sacrificano la propria autentica aspirazione e in cambio della certezza chiudono per sempre nel cassetto i propri sogni migliori.

Come detto, il personaggio mitologico sfiderà eroicamente le altezze pericolose restandone ucciso mentre i più invece decidono per l’altra via, volare basso, strisciare. Questo è ciò che i più, compreso Icaro nel film, tendono a fare. Accontentarsi giorno per giorno della mediocrità della vita senza mai tentare davvero di perseguire i propri scopi. Vendere la propria anima, i propri “demoni” per una vita sicura. Il poeta Icaro per gran parte della sua vita non volerà verso il sole ma terrà i suoi piedi bene saldi a terra. Soffrendone, come capita a moltissimi. Queste sono le persone cui soprattutto è rivolto il film. Coloro che le ali le hanno già seppellite ma anche  coloro che non lo hanno ancora fatto per invitarli a non arrendersi. Perchè se lasci per troppo tempo i tuoi sogni in un cassetto questi quando ritornano, soprattutto se lo fanno dopo troppo tempo, ti divorano.
Il condurre una vita ordinaria, coi piedi in terra, non terrà il nostro Icaro a lungo al riparo dai guai. Volando basso Icaro si incaglierà in una vita non sua per vent’anni ma poi precipiterà in ben altro pelago, quello dei ricordi a lungo rimossi.

A ricordargli il secondo monito del mito, quello del non volare basso, non è Dedalo, ma è nel film l’inquietante OMBRA, un personaggio misterioso che lo ha accompagnato dall’infanzia fino ai suoi vent’anni.
Ombra, è sparito per vent’anni dalla vita di Icaro ma al suo ritorno nulla sarà più come prima.

Quando i ricordi e gli obiettivi dimenticati riemergeranno tutti insieme ed egli deciderà di tornare a volare tra parole e rime, seguendo il consiglio di Ombra, la sua vita cambierà all’improvviso in una turbinante sequenza di avvenimenti drammatici incontrollabili.

Un'opera Rock in Film

Ombra e il Poeta è un’opera rock.
L’opera rock è prima di tutto una composizione musicale di brani di diverso genere, principalmente rock. I brani che compongono l’opera sono legati tra loro tematicamente, sviluppando in più brani armonie e melodie riarrangiate e, al tempo stesso, sono autonomi, come in qualunque album, ovvero apprezzabili anche singolarmente. È una tessitura musicale continua, con un unico filo conduttore come anche nel caso del concept album, che è una collezione di brani legati tra loro da un “filo rosso”. Nell’opera rock questo filo rosso diventa una storia completa, come in qualsiasi film. Lo sviluppo della struttura narrativa nell’opera è scandita e portata avanti dai brani musicali e del loro sviluppo tematico.

È un genere che ben si presta alla trasposizione cinematografica. La storia di Ombra e il Poeta è stata scritta per essere apprezzata sia come componimenti musicali indipendenti (è infatti uscito il doppio album dell’opera nel 2012 e la nuova versione è uscita in concomitanza della prima del film nel 2017, con alcune nuove tracce) sia come sceneggiatura cinematografica.

Caratteristica di questo genere musicale è la natura drammatica della composizione, come nell’opera lirica italiana, cui si rifà.
Essendo un film musicale è facile confonderlo con un musical. Il musical è un film che alterna la prosa e i recitati a parti cantate e coreografie di ballo. Nell’Opera, in linea di massima, le coreografie sono secondarie e a volte del tutto assenti e i dialoghi sono esclusivamente cantati e sono presenti solo all’interno dei brani, nessun voice over. In alcuni casi il canto è in forma di recitativo.
Come in tutte le opere musicali o teatrali, la prima parte di un’opera rock introduce la storia narrata, i personaggi e le ambientazioni. Il primo brano del prologo è l’ouverture, brano tipico anche dell’opera lirica, suonata a sipario chiuso. È un brano strumentale in cui vengono presentati alcuni temi portanti della colonna sonora che vengono sviluppati durante il corso dell’opera.
L’opera inoltre è solitamente divisa in due atti, caratteristica che richiama la struttura del melodramma e del teatro musicale classico.
Di solito l’opera termina con un’apoteosi orchestrale, come anche nel caso di Ombra e il Poeta. 

Altra caratteristica è che i personaggi vengono spesso associati ad un motivo musicale. L’esempio più esplicativo, pur in un genere molto diverso, si ha nella fiaba musicale di Prokofiev “Pierino e il lupo”, dove ogni personaggio è interpretato da precisi strumenti e temi musicali. Allo stesso modo, per così dire, un personaggio dell’opera può essere interpretato da un motivo rock, come accade per due personaggi della nostra opera, o da altri di generi differenti. 

L’opera rock ospita spesso, per seguire le emozioni ed ambientazioni della narrazione, altri generi musicali.
Nel film Ombra e il Poeta sono presenti anche pop, melodico, valzer, blues, swing, rock progressivo, rock sinfonico e brani sinfonici.
Altra caratteristica è la presenza in molti brani dell’orchestra sinfonica che spesso esegue brani rock precedentemente suonati dalla band, con arrangiamenti molto distanti dall’originale. 

Le due opere rock forse più famose della storia del cinema, Jesus Christ Superstar e Pink Floyd – the Wall, sono costruite, diversissime tra loro, su questi canoni.
Ombra e il Poeta, è un’opera rock sperimentale per il nostro paese e si inserisce in questa tradizione. Prima di “Ombra e il Poeta”, solo un’altra Opera Rock è stata trasposta in film- In quel caso, nel 1973, “Orfeo 9” di Tito Schipa Junior.

Colonna Sonora del film

“Vidi per la prima volta Jesus Christ Superstar a 9 anni, in un cinema che oggi è una palestra. Ho pensato che era strano e meraviglioso. Ero stato colpito soprattutto dalle musiche dell’orchestra, anche se i pezzi più strani li ho capiti solo dopo. È da questo primo incontro che è nato il sogno di scrivere un’opera rock e farla diventare un film”.

Gianni Caminiti

Struttura e sviluppo dell’opera

La struttura di un’opera musicale è generalmente complessa e studiata in ogni sua parte. La musica è Sì un linguaggio matematico, fatto di distanze e di frazioni, ma con un’anima. Nell’ouverture di Ombra e il Poeta vengono presentati molti dei temi che troviamo nel corso dell’opera. Da qui in poi la musica seguirà la storia e più questa si farà drammatica, più l’orchestra sarà presente, fino a quando quasi tutto è dominato dalle orchestrazioni, molto più drammatiche rispetto al suono di una band rock.
Anche i testi seguono una crescita stilistica, man mano che il protagonista cresce, i testi smettono di essere leggeri e “musical”. Nel secondo tempo, col progredire della difficoltà della storia, le musiche diventano sempre più complesse con abbondate uso di tempi dispari (sono stati usati tempi “storti”, si arriva persino ad un 13/8) per sottolineare l’avvitamento della vita di Icaro.

Collaborazioni Musicali

Le musiche, melodie, armonie ed orchestrazioni, di Ombra e il Poeta, così come il “Libretto”, sono state composte da Gianni Caminiti con l’aiuto di Fabio Beltramini nelle parti armoniche. Alcuni brani sono stati scritti con l’aiuto dell’amico Viki Ferrara. 
Ombra e il Poeta è stata fin da subito concepita come un’opera “collettiva”. Sono stati inseriti anche due brani dello scomparso Stefano Ferrara, cui è dedicato il film. Questi pezzi sono un omaggio a lui, un caro amico e bassista prematuramente scomparso della band del regista.
L’opera ha “spiccato il volo” grazie alle esecuzioni strumentali di circa 80 musicisti e 9 cantanti. La scelta fortemente desiderata, era di fare un’opera partecipata. Quasi tutti i musicisti del doppio CD e del film sono artisti che hanno attraversato la vita di Gianni e Fabio. In ognuno di loro c’era il desiderio di fare un disco, e per molti quello di fare un’opera rock. Hanno così suonato il loro strumento nel disco, lasciati liberi di esprimere la loro creatività esecutiva. È diventata così anche “un’opera rock di tanti”, un progetto collettivo di amanti dell’opera e del rock.

Generi

L’ambientazione generale della colonna sonora del film è Rock ma, a seconda delle ambientazioni ed emozioni diverse, sono stati scritti brani di altri generi.
Soprattutto due brani sono diversissimi dallo stile generale dell’opera: Mister Unico, un Blues “storto”, e “Piedi in Tasca”, uno Swing. Sono le due storie scritte dal poeta Icaro durante i dieci giorni cruciali raccontati nella parte fondamentale del film, quindi le ambientazioni musicali sono molto diverse dal resto della narrazione sonora. Così sono stati creati un “Blues storto e molto spaccone” per il personaggio di Mister Unico, un uomo dall’Ego gigantesco e lo swing di Piedi in tasca in piena ambientazione da avanspettacolo.
Come detto però si tratta di un’opera rock e la struttura è del tutto simile alla struttura dell’opera classica italiana. Quindi una storia drammatica racchiusa tra l’Ouverture strumentale e l’apoteosi orchestrale finale. Per raccontare la storia oltre al genere rock, sono stati composti pezzi pop, prog, sinfonici, rock sinfonico. Le diverse ambientazioni musicali ben si sposano al susseguirsi di diverse emozioni, tutte intense, estreme.

Mix Audio del film

Essendo un’opera rock le musiche e le canzoni non sono solo la colonna sonora, che solitamente accompagna le immagini, ma sono la colonna portante della storia. I dialoghi, le emozioni e le situazioni vengono trasmessi interamente dai brani dell’opera. Era quindi fondamentale che tutte le musiche e soprattutto le voci suonassero perfettamente. Per realizzare questo obiettivo, Giorgio Vita Levi del FonoVideo-Audio Post, coproduzione del film, , ha realizzato un mix del film inusuale, un flusso di lavoro del tutto nuovo per il panorama cinematografico italiano. Ha poi sonorizzato l’intero film. Questo perché dovendo gli attori/cantanti eseguire i brani in playback durante le riprese abbiamo dovuto diffondere la musica cantata a pieno volume sul set rendendo impossibile ogni forma di presa diretta dei suoni. Così è stato sonorizzato ex novo, come capita per i film di animazione, l’intero film.
I mix in 5.1 delle musiche del Film sono stati curati da Gianfranco Zorzi, Giorgio Vita Levi e Matteo Maranzana. Qui sotto puoi guardare una sessione di doppiaggio con Chiara Ghiorso, la voce della protagonista femminile del film, Selene.

 

Mix Audio del doppio CD

Non tutti i brani dell’opera hanno trovato posto nel film. 7 brani sono stati interamente tagliati ed altri accorciati e rimaneggiati. Questo per un principio basilare. Tutto ciò che può essere raccontato anche solo con una immagine non va ribadito o ripetuto. Nel cinema si usa dire “Show. Don’t say!” Un’opera solo audio ha bisogno di molte più “note” e “parole” di un’opera cinematografica.
Ne nasce così un doppio CD diversissimo nei contenuti sia dalla versione FILM (49 brani interi, in 37 tracce audio, contro i 42 inseriti nel film) sia dalla versione dell’Opera del 2012.
Nella nuova versione sono presenti 3 brani orchestrali completamente nuovi, molti riarrangiamenti, tagli e aggiunte e una interpretazione dei cantanti competamente diversa. Alcuni cantanti presenti nella Colonna Sonora sono diversi da quella prima versione del 2012. 

La colonna sonora stereo per il doppio CD è stata curata da Duccio Servi. Il Mastering  è stato curato da Fabio Betramini.

Le grafiche del libretto interno e della copertina del disco sono di Federico Riva. Progetto Grafico di Stefano Zanelli e Paola Capellini.

Tracklist CD 1

01 Ok, si va (ouverture)

Caminiti-Beltramini-Ferrara

Traccia più corta nel film

02 E’ finita

Caminiti-Beltramini-Ferrara

Traccia più corta nel film

03 Mia madre

Caminiti

Traccia più corta nel film

04 Svegliati Poeta

Caminiti-Beltramini-Ferrara

Traccia più corta nel film

04b Viaggio verso la vita

Caminiti-Beltramini-Ferrara

Traccia integrale

05 Intorno al fuoco

Caminiti-Beltramini-Ferrara

Traccia più corta nel film

06 Non scordarti di me

Caminiti-Beltramini

Traccia integrale

07 Cosa farò adesso

Caminiti

Traccia più corta nel film

07b Notte notte

Ferrara

Traccia più corta nel film

08 Ti amerò

Caminiti-Beltramini

Brano non presente nel film

09 Luce e Ombra

Caminiti-Beltramini

Traccia più corta nel film

10 Matrimonio di Icaro

Caminiti-Beltramini

Brano non presente nel film

11 Penna in dono

Caminiti-Beltramini

Traccia più corta nel film

11b Anni di silenzio

Beltramini

Traccia più corta nel film

12 Io mare

Caminiti

Traccia più corta nel film

13 Mio padre

Caminiti-Beltramini

Traccia integrale

14 Credi in me

Caminiti-Beltramini

Traccia integrale

14b Onore al Poeta

Caminiti-Beltramini

Traccia più corta nel film

15 Signore della notte

Caminiti-Beltramini

Traccia più corta nel film

16 E’ tutto ok

Caminiti-Beltramini

Brano non presente nel film

17 Sono nei guai

Caminiti-Beltramini

Traccia più corta nel film

Tracklist CD 2

01 Mister Unico

Caminiti-Beltramini

Traccia più corta nel film

02 Poeta al lavoro

Caminiti-Beltramini

Traccia integrale

03 Penna spuntata

Caminiti-Beltramini

Traccia integrale

04 Piedi In Tasca

Caminiti-Beltramini

Traccia integrale

05 Sei atterrato

Caminiti-Beltramini

Traccia integrale

06 Luna e stelle

Caminiti-Beltramini

Traccia più corta nel film

07 Piume nell’aria

Caminiti-Beltramini

Brano non presente nel film

08 Il giorno che non ti potrò raccontare

Caminiti

Brano non presente nel film

09 Al rogo

Caminiti-Beltramini

Traccia integrale

09b Muori sulla croce

Caminiti – Beltramini

Traccia integrale

10 Icaro in chiesa

Caminiti

Traccia più corta nel film

11 Nessun segno di Dio

Caminiti – Beltramini

Traccia integrale

12 Demoni liberi

Caminiti

Traccia non presente nel 2012

12b Dentro lo specchio

Caminiti

Traccia integrale

13 In cerca di te

Caminiti

Traccia non presente nel 2012

14 Nascita di un Poeta

Caminiti – Beltramini

Traccia integrale

14b Volo

Caminiti – Beltramini

Brano non presente nel film

15 Eternità più un giorno

Caminiti – Beltramini

Traccia integrale

15b Voce nello specchio

Caminiti – Beltramini

Traccia integrale

15c Segreto

Caminiti – Beltramini

Traccia integrale

15d Di profilo

Caminiti

Traccia integrale

15e Finire o iniziare

Caminiti – Beltramini

Traccia integrale

16 Due vite

Caminiti

Traccia non presente nel 2012

17 Morte di un poeta

Caminiti – Beltramini

Traccia integrale

18 Addio

Caminiti – Beltramini

Traccia più corta nel film

18b Metamorfosi (apoteosi)

Caminiti – Beltramini

Traccia integrale

19 Go to the max (credits 1 film)

Ferrara

Traccia più corta nel film.

20 Io mare – reprise (Epilogo)

Caminiti

Brano non presente nel 2012

Musicisti

Batteria

Marco Maggiore
Renato Giacomelli
Viki Ferrara
Elio Rotundo

Basso

Mario Mazzoni
Dario Polerani
Alex Perosin
Paolo Donnarumma
Fabrizio Grati

Tastiere

Roberto Capuano
Gianni Caminiti
Fabio Beltramini

Chitarra acustica

Fabio Beltramini
Yari Favaro
Sandro VAleri

Chitarra elettrica

Fabio Beltramini
Gianni Caminiti

Pianoforte

M° Alessandro Ferrari
Roberto Capuano
Gianni Caminiti

Percussioni

Fabio Beltramini
Gianni Caminiti
Viki Ferrara

Congas

Elio Rotundo

 

Violino

Sanne Oostervink
Simona Villa
Roberto Ficili

Viola

Roberto Ficili

Violoncello

Andrea Ricciardi
Virginio Levrio
Marco D’Urso

Contrabbasso

Dario Polerani

Flauto

Corinna Vavassori
Matteo Callegari
Marco Nicolini
Paola Magnani
Luca Aloardi
Francesco Cristofori

Clarinetto

Massimo Tomasetti
Francesca Maiarù
Amedeo Bertini
Paolo Finazzi
Giacinta Mari

Tromba

Fabio Beltramini
Davide Casafina
Lisa Fiocco
Eris Elemi
Roberta Gazzoni

Oboe

Paola Scotti
Giuliana Giuffrè

Sax soprano

Alberto Folli

Sax contralto

Davide Comparelli
Claudio Mazzucchi
Alberto Folli

Sax tenore

Nicoletta Navoni
Giovanni Maccabruni

Sax baritono

Claudio Borghi

Corno

Chiara Aloardi
Diana Serina

Trombone

Gianni Cortesi

Euphonium

Saverio Porcellini 

 

Basso tuba

Matteo Aloardi

Dir, Filarmonica di Melzo

M° Alberto Maccabruni

Piatti

Eris Elemi

Organo liturgico

M° Federica Mapelli

Chitarra classica

Fabrizio Pastori
Gianni Caminiti

Cast in foto

Le parole del Poeta

diario del Regista in valle poesia

23 maggio 2014 – Il Poeta entra nella casa
Sono nella valle della poesia, seduto al bar. Sto aspettando il Sindaco. 
La gente inizia a salutarmi, mi riconosce, mi offre da bere.
Il film che sarà ambientato in questa meravigliosa valle inizia ad entrare nel cuore di queste persone.
Ed è un buon segno. Vivrò qui nei prossimi tre mesi e quando, alla fine di agosto, verrò raggiunto da tutta la troupe sono sicuro che a quel punto i ragazzi saranno accolti a braccia aperte.

26 maggio 2014 – La dama bianca
Stavo per entrare in un luogo importante per le riprese del nostro film per concordare un’altra importante partecipazione, non solo come location. Ed ecco il dono: nel prato accanto alla strada bianca noto una macchia, mi fermo, prendo la reflex, metto il tele e….la dama bianca si alza in volo e mi dona questo scatto. Lei da sempre annuncia nella tradizione popolare dolci arrivi.  Un film che parla di “ali” non poteva avere un presagio migliore.
(foto: ©cineSmania/Gianni Caminiti)

29 giugno 2014 – L’ultimo tratto di matita
Ore 5.00
Storyboard finito!
130 minuti di film completamente disegnati. E quindi…. COPIONE CHIUSO
E ora si brinda all’evento con F’ette!
(foto @cineSmania/Mario Biancardi)

13 settembre 2014 – Scrivere a lume di candela
Ispirato dalla valle il Poeta ora sta scrivendo. Se ti sporgi e guardi verso l’alto sono certo vedrai la sua finestra illuminata. Ecco che la fiammella della candela si muove e ti racconta del suo respiro lì nei suoi pressi e quando si muove più forte prova ad immaginare le tensioni che descrive.
(foto @cineSmania/Mario Biancardi)

20 settembre 2014 – Partenza per ritornare
Stamattina affacciandomi dalla finestra dello studio del poeta ho visto nuvole rincorrersi frenetiche; vorticando hanno coperto più volte ogni cosa, lasciandomi stupito ad ogni apparizione di un albero, di una cima, del sole pallido. Quanta poesia scorre nel lento modificarsi della montagna che ho di fronte; la cima sopra il colle oggi è tenebrosa, io l’amo quando è così, imbronciata. Forse sa che tra breve dovrò lasciarla. E più so che questo distacco avverrà, più non riesco a staccarle gli occhi di dosso. E lei lo sa, timida nasconde il suo rossore dietro un’altra nuvola. Ora andrò per tornare. Un distacco così non è amaro. Ma tra poco sarà diverso e questa valle e questa gente le vedrò solo chiudendo gli occhi, respirando la memoria, palpando l’inconsistente anima.

4 ottobre 2014 – Ultimo giorno di riprese nella valle della poesia
Luoghi che non possono esistere sono stati giustamente creati. Incontri che non possono essere fatti si sono puntualmente verificati. Il Poeta ha ritrovato così l’incubo e il sublime.
Ombra è tornato. Nulla sarà più come prima.

30 ottobre 2014 – Incontro con Elvio Bernardi
Quando due esseri volanti si incontrano è bene che si studino prima di avvicinarsi. Soprattutto quando sono entrambi piuttosto selvaggi. Poi vinta la resistenza le due creature alate possono arrivare addirittura ad intimità. Elvio e Gianni sono due rapaci, uno col piumaggio in livrea invernale, l’altro in estiva. Quale miglior luogo possono scegliere due esseri piumati per incontrarsi che una montagna incantata, di quelle che si incontrano in alta valle poesia?
(foto di Mario Biancardi -copyright ©cineSmania/Mario Biancardi)

27 dicembre 2014 – Neve sulla casa del Poeta
Nevica sulla casa del Poeta in alta valle Poesia. Attratto da quella manna che si appoggia soffice al suolo, ha lasciato la penna sul foglio e appoggiato al davanzale guarda la sua valle, dal suo nido d’aquila.
Ecco quello che vede dalla sua finestra Ecco quello che vedreste se foste lì a quella finestra. Con lui.
(foto per concessione ww.valbrembanaweb.com)

1 gennaio 2015 – Un nuovo anno
I poeti scrivono, spesso le persone le osservano da lontano; quando la vita è così intensa i poeti si ritraggono, la temono forse; preferiscono scrutare i sorrisi degli altri e le loro urla di gioia da dietro un velo.
Il poeta stasera ha interrotto solo per pochi minuti il suo lavoro. Il suono della festa, le urla di gioia per l’anno che inizia, i baci, le promesse per la vita che sarà migliore sempre migliore lo hanno portato dietro il vetro della finestra del suo studio; ha scostato leggermente le tende, al buio e ha guardato il mondo, il suo piccolo mondo, quel riquadro meraviglioso di pianeta che gli è dato di ammirare dall’alto del suo covo, da quella finestra magica. Prima di tornare al suo tavolo a ritrarre, chissà, la gioia di quelle grida, il suono dei fuochi d’artificio, la spensieratezza della festa, sorride per un istante, appena abbozzato.
C’è sempre un velo di tristezza dentro la gioia anche quella più grande, proprio nell’attimo in cui il piacere ti avvolge e ti porta all’estasi. E’ la consapevolezza forse dell’effimero senso dell’esistere, dell’amore che può dissolversi della giovinezza che si ritrae di treni di sola andata che portano via per sempre qualcosa o qualcuno. Allora prima che sia troppo tardi per suggerne almeno un po’ socchiude gli occhi.
Un falco vola tra quei fuochi d’artificio tra quei lapilli di gioia tra le urla e i sorrisi della festa, se ne nutre per quello che riesce, poi plana dolcemente sul davanzale.
Dietro la tenda, solo timidamente scostata il poeta sorride, stavolta più convinto. Sul vetro appannato dal fiato corto per quel volo scrive con un dito umido come intinto in un calamaio il suo augurio alla sua gente, alla valle della poesia. Buon Anno

15 gennaio 2015 – Un falco attraverso un muro
Il set. E’ un luogo irreale, magico. Ti ci puoi perdere. Ti ci puoi trovare. Una cosa è certa; dopo mesi di set, quello che eri è cambiato e tu puoi non esserci più, Sì, tu, quello che la tua famiglia ha salutato il primo giorno, quando sei partito. Le persone trasfigurano. La luce ti cambia. Gli occhi vedono cose che ancora non ci sono. Guardi un muro, ma lo sguardo lo trapassa e va all’orizzonte, dove vola il tuo falco. Seguilo.
Ormai non puoi più farne a meno.

6 febbraio 2015 – Segreti sepolti
Affacciato alla finestra dello studio il poeta pensa ai suoi segreti.
Tanti. Sepolti. Oggi sotto la neve fresca.
Nessuno ne sa nulla. Ha diritto a custodire i suoi segreti.
Finchè c’è la neve i segreti sono al sicuro. Al disgelo rischiano di esplodergli tra le mani.
Può avvenire da un momento all’altro; i segnali ci sono tutti.
Il poeta dovrà affrontare di nuovo il passato. E non vorrebbe mai accadesse.
Avrebbe tutto il diritto di cancellarlo, il passato.
Ma è diventato terribilmente difficile. Ora che Lui è tornato.
(foto per concessione ww.valbrembanaweb.com)

23 febbraio 2015 – Taci poeta
Ci sono sensazioni che stordiscono. Capita che il poeta si affacci alla finestra dello studio e non trovi le parole per poter descrivere ciò che prova mentre osserva le forme di fronte a sè.
Davanti a tanta bellezza forse le parole non sono necessarie.
Davanti a tanta bellezza si tace.

31 marzo 2015 – Non abbandonar per sempre i sogni
Ogni uomo ha un sogno, alcuni più di uno, qualcuno se l’è scordato e qualcun altro non pensa neppure di averne mai avuti. Così ti trovi a chiudere gli occhi la notte sperando che i sogni si realizzino e all’alba siano diventati reali; ma poi non succede. I sogni sono così , non si avverano mai perché i sogni al massimo te li possono avverare gli altri.
Desidera fortemente senza chiedere il permesso a nessuno e fallo ad occhi aperti. Se proprio devi chiuderli, chiudili giusto un attimo solo per creare di quel desiderio uno scenario ancor più allettante. Poi spalancali e non chiuderli più fin quando quel desiderio non sarà visibile anche ad occhi aperti.
Fino a quando ansimante per la fatica avrai fatto di quel desiderio la tua realtà.

21 gennaio 2016 – Morte di un caro Amico
Ieri sera è morto Davide Arrigoni. Un amico. Uno che non conoscevo da tanto tanto tempo. 3 anni. Uno che però ha creduto tanto in me. Uno che mi ha stretto la mano e con la sua ironia asciutta mi ha detto “ti te se’ mat” quando gli ho detto del film.
Poi però ci ha creduto nei fatti. Mi ha sostenuto. Ci ha sostenuto. Lui in persona ha cucinato per due mesi per la nostra troupe. Tutte le sere. Anche nei giorni di chiusura del ristorante. Facendo mangiare senza risparmiare delle “locuste” a sazietà e, pur essendo un cacciatore, preparando ogni sera almeno un piatto vegano per me. E per la mia famiglia tutte le volte che c’era. E poi ci ha sostenuto finanziariamente diventando, prima col ristorante poi personalmente uno degli sponsor del film.
L’ha fatto nel silenzio. Non voleva nemmeno lo dicessi ma io poi pubblicai lo stesso la notizia. Quel giorno, quando decise di contribuire con un grossa somma al film, mi tirò in un angolo e mi disse “dai il film verrà di sicuro bene però se non va bene, almeno un po’ di spese così le paghi”.
Uno asciutto. Asciutto e gentile. Un ciccio. Uno che tutte le volte che lo abbracciavo per far festa era un po’ uno “de legn”. Io espansivo, lui asciutto.
Mi mancherà davvero.
Ciao Davide.

La foto ritrae un bel momento insieme a Bruno, padre di Davide, Elvio, Gianni e Davide nella baita alta di montagna di Davide, instancabile, che anche in quel giorno di vacanza cucinò per noi tutti a casa sua.
(foto ©cineSmania/Mario Biancardi)

27 gennaio 2016 – Ultimo saluto ad un caro Amico
Stasera il poeta ha scostato nervosamente le tende della finestra. Ha guardato la montagna e poi la chiesa per qualche istante.
E ha ricordato.
Un’altra chiesa, poco distante. Nel paese accanto, ha salutato per l’ultima volta un amico. Uno tra i primi ad accoglierlo quando tempo fa si trasferì nella casa sulla rocca.
Stasera forse scriverà di questo. O forse no.
Ha richiuso la tenda.
La vista annebbiata consiglia di spegnere la candela e vedere con altri occhi.
(foto per concessione www.valbrembanaweb.com)

8 ottobre 2017 – Una luna per finire
Il poeta stanotte è pervaso da profonda inquietudine.
Più volte è stato visto scostare nervosamente la tenda per sbirciare verso l’enorme pinna di squalo – che domina la valle.
Finché è apparsa lei. Da sopra il colle la luce tonda ha rischiarato la valle.
Ora che tutto è compiuto forse potrà tornare alla vita.
Una luna. Soltanto una luna lo separa dal compiuto. Lei che è costantemente nei suoi pensieri. Lei verrà a rischiare il giorno del compimento.
Ancora una luna passata sulle carte, chino sul tavolo, con la penna in pugno. Poi finalmente mostrerà al mondo la sua opera.
Quel mondo da lui separato da una tenda forse accoglierà le sue parole con gioia o forse resterà indifferente.

Vada come vada sarà l’ultima luna. Una luna per finire. Forse questo è iniziare.
(foto: un frame del film)

4 novembre 2017 – La luna giusta (il giorno della Prima)
É sorta l’ultima luna. Il poeta ha atteso tutta la sera dietro la tenda che sorgesse. Il sipario si è aperto e dietro le nuvole, salendo piano dietro la pinna di squalo, ha inondato di luce la stanza.
Il poeta pochi istanti dopo ha scritto l’ultimo verso, riposto la penna e scritto “fine”.
Quello che doveva essere scritto è stato per sempre congelato sul Foglio. Ora non resta che mostrarlo al mondo. Oggi finalmente lo farà. È giunto il momento che il Poeta incontri di nuovo Ombra. È un’eternità che si aspettano, finalmente incroceranno di nuovo i loro passi.
(Foto ©cineSmania/Danilo Pedruzzi)

5 novembre 2017 – Epilogo (la notte dopo la Prima)
Una piccola delegazione della valle poesia è salita fino alla rocca dove vive il poeta. O almeno ci viveva fino a ieri.
Volevano parlargli e domandargli tante cose ora che hanno conosciuto finalmente cosa stava scrivendo chiuso nel suo studio. Oscuro fin dal titolo “Ombra e il Poeta”.
Laddove c’era la finestra, da cui ha osservato per anni la valle per trarne ispirazione, hanno trovato un solido muro. Le imposte della casa erano tutte chiuse. Il Poeta non era a casa. E forse non c’è più.
Un bambino che era nei pressi ha raccontato di aver visto il poeta affacciarsi alla finestra, respirare a lungo ad occhi chiusi per poi riaprirli. Ha sorriso e lo ha salutato. Ha richiuso la tenda e lo squarcio nel muro si è ricomposto lasciando solidi mattoni dove era la tenda gialla del suo studio.
Ma si sa i bambini quando raccontano mescolano fantasia alla realtà.
Il poeta forse è partito ma alla taverna del paese si racconta che sia tornato a scrivere una nuova storia.
Sulla porta di casa ha lasciato un piccolo cartellino inchiodato.

(Foto ©cineSmania – il talloncino consegnato ad ogni spettatore)

L’ultima luna piena

E’ caduta la luna.
L’ho raccolta.
Pensavo di conoscere tutto della luna piena quando era lassù nel cielo, invece mi riserva ancora delle sorprese.
Brilla di luce propria invece che riflessa, è grande come quella che vedi nel cielo e non ha il lato oscuro.
Incredibile.
A volte le cose le si conoscono a fondo solo quando cadono.

2018 Un giorno imprecisato – Il saluto finale del Poeta
Se hai avuto la fortuna di avere la luna piena tra le mani e questa poi ti è caduta puoi dirti fortunato se, ormai a mani vuote, ne conservi ancora negli occhi e nel cuore il suo splendore.

 

Ho scelto di chiudere il diario di questo film, nel quale i destini sono intrecciati ai pleniluni, con questa luna splendente.
La luna è stata nelle mie mani il tempo necessario a capire che non potevo più tenerla e dovevo restituirla al cielo.

4 dicembre 2017 - Riflessioni ad una Luna dalla prima


Stanotte è luna piena. Come lo era il giorno della prima. Come lo era, per chi lo ha visto, durante quasi tutto il film. Ho atteso una luna per scrivere qualcosa di personale sugli accadimenti di questi anni. E’ anche una risposta pubblica e cumulativa alle domande di tanta gente, domande fatte di persona, via mail o messaggio privato. Mi serviva almeno una luna per riflettere e soppesare gli eventi tumultuosi accaduti durante il concepimento, la realizzazione e la postproduzione fino all’uscita di “Ombra e il Poeta”.
Scrivo una lettera pubblica perchè ritengo sia il modo migliore per essere utile anche ad altri.
Oltre che a me stesso. Per giustificare la richiesta di proseguire in quel volo che quasi tutti, contagiati, hanno simulato alla fine dell’evento legato al film. Perchè per molti, spero, divenga o già lo sia non una simulazione. Il mio è stato ed è uno sprone a volare davvero.

L’incipt della mia riflessione è la domanda che in molti, in questi anni di lungo lavoro al film, mi hanno rivolto. “Ne vale la pena?”
Me l’hanno chiesto in tanti al ritorno dai weekend al mare o in montagna mentre io ero sottoterra a scrivere, coi piedi ghiacciati. A inventare la storia, i testi, le musiche e poi la sceneggiatura.
Me lo hanno chiesto a volte con un messaggio, di ritorno da cene cui non ho partecipato.
Me lo hanno chiesto abbronzati a fine estate quando io, nonostante le mie origini, a confronto sembravo uscito da un freezer tanto ero pallido.
Me lo hanno chiesto coi volti rilassati da ore di sonno quando io avevo occhiaie da vampiro e saltavo notti su notti oppure mettevo Sì la sveglia alle 5 o alle 6 ma per ricordarmi di andare a dormire almeno per due ore.
Me lo hanno chiesto gli occhi del mio bambino cui ho sottratto tanto tempo anche quando tentavo di non averlo lontano e me lo portavo sul set o stava seduto al mio fianco a disegnare mentre io lavoravo. Ma succedeva troppo spesso di sentire il suo pianto al telefono perché gli mancavo e poi quando mettevo giù, in solitudine, sentivo il mio, perché lui mancava a me.
Me lo ha chiesto il medico, dopo che per anni ho ignorato di stare male, e mi ha convinto a fare esami approfonditi che hanno rivelato problemi che oggi mi sono deciso a curare.
Me lo hanno chiesto mia madre e mio padre che non mi hanno visto a volte per settimane o perfino mesi, pur abitando a meno di 10 km. Soffrendone Sì, però contribuendo, anche economicamente, al mio progetto. E involontariamente, quindi, alla mia distanza.
Me lo hanno chiesto i miei ormai “ex amici” prima di smettere di telefonarmi per chiedermi invano di vederci qualche sera.
Me lo hanno chiesto in tanti altri: i miei allievi a scuola, i miei clienti in studio, gli abitanti della “val poesia” e tanta gente semisconosciuta alle conferenze, quando non comprendevano come si potesse lavorare e lavorare, sette giorni su sette, sempre, sempre e sempre.
Me lo hanno chiesto, pur senza poter dire alcuna parola, la mia chitarra ormai con la action andata. I libri acquistati ma ancora da leggere. I film ancora incartati. Il palco vuoto senza quasi mai concerti. Il mio giardino incolto. La mia casa che pian piano andava in pezzi. Il mio guardaroba stinto e ormai ridotto a poche cose.
Poi, una luna fa, soddisfatto, di ritorno dalla sala probabilmente migliore al mondo, alla fine me lo sono chiesto anche io.
Ma ne valeva la pena?
Così ho ripensato a questi anni in cui ho visto la primavera di colpo perché mi sono perso lo spuntare delle foglie e a quando allo stesso modo l’inverno mi aggrediva all’improvviso.
La luce solare: rarissima. Quella che dopo notti nel mio studio, completamente sottoterra, mi sorprendeva abbagliante salendo le scale per un caffè o perchè “buttiamoci giù un po’ perché tra due ore porto mio figlio a scuola e poi ho clienti”.
Ho pensato che per anni ho prestato la mia vita prima ad un sogno, poi ad un desiderio e infine forse ad una ossessione. Più di altre volte. Più di ogni altro mio progetto. Eppure sono stati tanti i progetti della mia vita. Però questa volta la vita non gliel’ho prestata, se l’è presa brutalmente e integralmente. Anni di sudore, certamente. Ma mai maledicendo questo progetto e questo lavoro.
Mai.
Perché l’ho amato. Anche se me ne ha fatte tante. E lo amo ancora.
Sono stati anche anni di solitudine, tanta, forse troppa. Ma non di noia.
Anni spesi correndo dietro fantasmi e fuggendo da miei personali demoni.
Ma soprattutto fuggendo dai detrattori. Nemici ma forse ancor più dagli amici.
“Se non hai i soldi, tantissimi soldi, una cosa così non la devi fare. Non la puoi fare”.
“Senza le conoscenze non vai da nessuna parte”.
“Ma dove vuoi andare?”.
“Vola basso”.
E via così.
Ho così scoperto col tempo che per fare quello che mi ero ripromesso ero diventato sordo. Cieco. Insensibile. E ho tirato avanti a testa bassa. Testardo e incosciente.
Sono come un calabrone. Sono inadatto al volo, a detta degli altri. Ma il calabrone, che non lo sa di non essere adatto al volo, se ne infischia e vola lo stesso.
Non avendo piena coscienza di tutte le conseguenze cui mi avrebbe spinto, ho fatto fino in fondo qualcosa che desideravo e che mi ha quasi ucciso. Pur sembrandomi però sempre VITA. Piena.
E davanti a tutto ciò mi rimbalzavano in mente continuamente le parole di Icaro. Quelle che (anche chi non ha visto il film ma ha visto o vedrà il trailer può facilmente riascoltare) dicevano:
“Certo che, ora che ci penso, fino da bambino ho saputo bene che con le mie ali avrei solo avuto odio e guai”

“Ma non hai dubbi? “
L’altra domanda ricorrente.
Dubbi? Tanti. Atroci. Alcuni trascinati per quasi tre anni. Dubbi anche su me stesso. Anzi, soprattutto su me stesso. Continuamente. Ostentando sicurezza. E sconsolato, di nascosto, spesso ho vacillato, pesantemente. E in quei momenti le parole dei detrattori mi tornavano alla memoria, come affilati coltelli. Però poi respiravo a lungo e dicevo: “Ok, continuo”.
E così mi sono allenato a non lasciarmi mai sfuggire indicazioni positive. Notavo e mi annotavo, ogni volta che potevo, segnali che molte cose andavano per il verso giusto. Annotavo anche piccole vittorie per rileggerle nei momenti bui.
Mi annotavo anche tutte le lacrime. Anche quelle inattese. Per esempio quelle di mio padre, che mi ha sempre detto di tenere i piedi per terra. Però si commuoveva ad ascoltare “piedi in tasca” e ha poi pianto vedendo il film. Così come mia madre. Come tanti altri. Tanti hanno pianto qualche minuto davanti a quelle immagini e musiche. E sono anche inorriditi a tratti. Magari solo qualche minuto. Altri hanno fatto pensieri per qualche ora. Qualcuno ne é stato tormentato per giorni. E me lo ha scritto privatamente questo tormento. Lacrime, prima nei piccoli focus group e finalmente, tantissime, la sera della prima. Tanti pianti. Di vicini e di sconosciuti. E tante emozioni forti.
Io li capisco. Eccome se li capisco quei pianti. Anzi ci speravo. Senza quei pianti e quelle emozioni non avrei mai saputo se il film avrebbe mosso corde emotive profonde anche negli altri. Io che di pianti sono diventato maestro speravo di contagiare gli altri, nel pianto.
Ho pianto per anni, emozionandomi.
Prima scrivendo la storia, poi le musiche e i testi, la sceneggiatura e poi mentre Federico, per più di 4 mesi, disegnava, accanto a me che gli leggevo il “copione”, lo storyboard, traducendo in immagini le mie visioni.
Poi durante la pre-produzione, quasi da solo, per molti mesi. Ma ogni giorno avveniva un piccolo miracolo e diventavo un po’ meno solo. Pian piano, stanandone una per una, ho raccolto intorno al film quasi 400 persone. 400 sognatori. Li ho stanati a volte da vite che non amavano affatto ma in quelle vite erano rimasti imbrigliati.
A tutti dicevo quello che è diventato un mantra.
“Questo film non è difficile. E’ impossibile. Quindi non ho dubbi che ce la faremo”.
Un sognatore alla ricerca di altri sognatori per fare un film che parla di sogni da realizzare a tutti i costi e fatto attraverso un modello che a molti sembrava poter esistere solo nei sogni. Quindi ho trovato proprio le persone giuste. Nel posto giusto. Al momento giusto.
Non ero più solo. Almeno momentaneamente.
Sono stati pochi mesi, quelli della produzione. Concentrati. Intensissimi.
In una parola. Vita.
Mesi trascorsi imparando prima di tutto a convivere e a sopportarci, per il necessario strettissimo contatto. Davide, Mery, Paola, Elena, Daniele, Mario, Ema, Sanne, Laura. Soprattuttto con loro, ogni giorno di riprese.
E periodi consistenti con gli attori e attrici, Daniela, Luca, Sara, Massimo, Miriam, Fette, Gianluca, Daniele, Fabio, Elio, Francesco e tanti altri.
Poi però sono tornato là sotto. Da solo.
Da solo a montare il film e poi mi sono ritrovato da solo a fare anche quello che non avrei dovuto, facendo anche molti errori.

Ed è arrivato il momento più difficile dopo mesi di ormai quasi totale autoreferenzialità, dopo che quei primi compagni di viaggio erano quasi tutti ritornati alle loro vite. Qualcosa di molto importante non funzionava e quindi mi sono trovato a prendere una decisione amara: ricominciare quasi da zero, cercando e poi stanando altri sognatori con cui fare un altro pezzo di viaggio.
Ed eccolo arrivato quel momento.
Ctrl + Shift + E. La combinazione che non vorresti mai usare.
Significa un dolore immane: azzerare e ripartire.
Però è significato ripartire con nuovi professionisti e un paio di vecchi compagni di viaggio rimasti da quel primo nucleo. Viaggiare di nuovo, a pieno regime, con pochi amici fidati. Con Giorgio, Mario, Edo, Paola, Federico, Gianfranco e Duccio.
Schiene doloranti e fondoschiena distrutti dalle migliaia di ore e notti intere seduti ai computer della post produzione. E’ anche stato il momento di incontri inconsueti, come per esempio con Loris; incontri rubati in autogrill con scambi “furtivi” di HD e case a 900km di distanza. Momenti consistenti di compagnia. Meravigliosi.
Poi il passo finale; durissimo. Di nuovo ancora completamente solo. Là sotto, di nuovo sottoterra, a finalizzarlo. Altri mesi. Mancando a tanti. Mancando verso tanti. Prima di tutti a mio figlio.

E dopo tutto questo tempo, anni, il mito di Icaro in chiave moderna è finalmente volato per due ore sullo schermo di un cinema.

Il lavoro non è ancora finito. Stiamo lavorando alla distribuzione del film che inizierà col nuovo anno. Un ulteriore enorme lavoro ci attende per almeno un anno. Anche di questo ci chiedono e ci chiediamo se
“ne vale la pena?”

Potrei andare avanti e scrivere per ore su questa ricorrente domanda:
“Ne valeva la pena?”
Alzo le spalle e allargo le braccia, non sapendo davvero quale sia la risposta giusta.
Ma non è vero. In fondo invece la so bene la risposta.
E’ vero, sono stati anni in cui ho perso quasi tutto. Ma anche anni in cui ho trovato un’altra parte di me.
Ma al di là di quello che posso tentare di spiegare o giustificare so soprattutto che non potevo proprio farne a meno.
Quindi quello che ho scritto non vi sembri nemmeno velatamente un lamento.
E’ assolutamente un inno, gridato a squarciagola, alla Vita.
Un inno alla vita come lo sono le parole che gli amici di Icaro gli dedicano in un momento fondamentale del film e che ho deciso sarebbero state donate ad ogni persona che è venuta a vederlo in anteprima tramite quel cartoncino che in tanti hanno appeso a frigoriferi e bacheche (mi hanno mandato le foto) per ricordarsene.
“Non abbandonar per sempre i sogni anche quando dormono per anni. Ecco il nostro dono: una penna per volare in altri mondi. Portacela tu!”

Ed eccolo, dopo una luna, dopo tante righe, il mio perchè.

A chi me lo ha chiesto in questi giorni, dopo anni in cui non potevo, ho finalmente risposto, tornato a sentire e a vedere.
E mi sono risposto.

Una frase di un celebre film, l’attimo fuggente, mi ha sempre perseguitato.
“C’è che il potente spettacolo (della vita) continua e tu puoi contribuire con un verso”.

“Ne valeva la pena?”
Ho solo tentato di scrivere un verso.
(foto ©cineSmania/Danilo Pedruzzi/Laura Ferrara/Giovanna Lucarelli)

Sala Energia, un sogno divenuto realtà

Non ci potevamo credere quando Piero Fumagalli, proprietario di Arcadia, decise di diventare partner del nostro film dandoci la possibilità di proiettarlo nella migliore sala del mondo: Sala Energia. Un SoldOut che terminò con un concerto a sorpresa. Durante i titoli di coda una batteria entrò in sala su rotelle e i musicisti e cantanti si alzarono dalle loro poltrone coi loro strumenti mettendo in scena mezz’ora di concerto. Anche Ombra entrò con una poiana al braccio a completare la scena. Qui sotto un breve riassunto di quel concerto.

Ombra e il Poeta su Netflix

Ombra e il Poeta è su Netflix dall’Ottobre 2021 in quasi tutta Europa. e ci resterà almeno fino a ottobre 2026

Italia, Inghilterra, Scozia, Galles, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Germania, Austria, Svizzera, Spagna, Portogallo, Francia, Polonia, Lettonia, Lituania, Estonia, Croazia, Slovenia, Bulgaria, Romania, Irlanda, Islanda, Grecia, Cipro, Rep. Ceca e Slovacchia. 

27 Paesi e ovviamente nei piccoli stati interni come Monaco, San Marino, Città del Vaticano, Andorra, etc. 

 

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