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Killing Them Softly non Γ¨ un semplice film criminale. Γ una riflessione corrosiva sullβAmerica capitalista, travestita da gangster movie. Diretto da Andrew Dominik e interpretato da un glaciale Brad Pitt, Γ¨ unβopera che usa la violenza per parlare di economia, di potere e della disumanizzazione sistemica.
La storia si muove con la calma velenosa di una serpe. Siamo nel 2008, in una cittΓ americana devastata dalla crisi. Due piccoli criminali, Frankie e Russell, mettono a segno una rapina in una partita di poker illegale gestita dalla malavita. Il problema Γ¨ che la mafia non Γ¨ un’entitΓ romantica da film: Γ¨ unβorganizzazione aziendale, pragmatica, brutale. E questa interruzione del βmercato del giocoβ non puΓ² restare impunita. Viene cosΓ¬ chiamato Jackie Cogan, un sicario professionista che preferisce βuccidere dolcementeβ, senza drammi, senza scene. Il tutto si svolge in unβAmerica in rovina, grigia, umida, dove la legge del piΓΉ forte si confonde con la legge del mercato.
I personaggi non sono eroi e nemmeno anti-eroi. Sono uomini rotti, svuotati, consumati da un mondo che non concede spazio alla redenzione o alla coscienza.
Jackie Cogan (Brad Pitt), Γ¨ la personificazione del capitalismo spietato. Γ professionale, misurato, metodico. Non si affeziona, non si fida, non esita. Odia il disordine, preferisce la distanza, lβassenza di emozioni. Il modo in cui parla; asciutto, cinico, essenziale, tradisce una visione del mondo dove tutto Γ¨ business. Anche la morte.
Mickey (James Gandolfini)un altro sicario, teoricamente alleato di Jackie, ma in realtΓ una figura tragicomica, decadente. Trascorre il tempo in hotel, tra prostitute e bottiglie, incapace di agire, perso in unβapatia che sa di disperazione. Mickey rappresenta lβAmerica del passato: aggressiva, impulsiva, ma ancora βumanaβ, ora affogata nellβinerzia.
Frankie e Russell sono i piccoli pesci che osano nuotare nello stagno degli squali. Due poveracci senza prospettive, che vivono alla giornata e pensano di poter giocare a fare i gangster. La loro ingenuitΓ , i loro errori, sono il riflesso di una classe sociale senza piΓΉ sogni nΓ© strumenti.
Markie Trattman Γ¨ un uomo giΓ condannato, che sa cosa lo aspetta. Γ vittima di un sistema che non perdona chi perde la fiducia. La sua agonia lenta Γ¨ una delle scene piΓΉ crudeli e umane del film: qui, la violenza Γ¨ pietosa e atroce.
Il vero cuore del film non sta nellβazione, ma nel sottotesto. Dominik fa qualcosa di rarissimo nel cinema contemporaneo: usa il genere come una lente sociopolitica. Il crimine non Γ¨ altro che unβallegoria del libero mercato. Le partite di poker rappresentano il sistema finanziario. I criminali sono gli imprenditori, i broker, i CEO. Jackie Cogan Γ¨ un consulente esterno che arriva a βripristinare lβordineβ eliminando gli elementi improduttivi. Ogni morte Γ¨ un investimento. Ogni parola Γ¨ una transazione.
Sul sottofondo di questa narrazione scorrono in loop i discorsi di Obama e Bush, che parlano di unione, di speranza, di fiducia. Ma lβinquadratura mostra palazzi abbandonati, pioggia, marciapiedi sporchi, volti spenti. LβAmerica reale Γ¨ lβesatto contrario delle sue parole.
La regia di Dominik Γ¨ allo stesso tempo elegante e glaciale. I movimenti di macchina sono sobri, spesso fissi, quasi documentaristici. Quando esplode la violenza lo fa in modo stilizzato ma sempre disturbante. La famosa scena del rallentatore con i vetri infranti e i proiettili che danzano nellβaria Γ¨ un momento di pura estetica della morte. Ma non cβΓ¨ compiacimento. Solo distacco.
Il montaggio sonoro Γ¨ uno dei grandi punti di forza: le voci dei presidenti si mescolano ai rumori urbani, creando un effetto straniante. Il contrasto tra parole di speranza e realtΓ di sangue Γ¨ lβarma piΓΉ potente del film. La fotografia Γ¨ spenta, dominata da grigi e marroni. Non cβΓ¨ luce, non cβΓ¨ futuro. Solo sopravvivenza.
Killing Them Softly non consola. Non offre redenzione. Γ un film che dice che lβillusione Γ¨ finita. Che lβAmerica, o meglio, il mondo occidentale capitalistico, non Γ¨ un paese, ma un sistema economico. Non ci sono valori. Solo bilanci.
Γ una pellicola che ti obbliga a riflettere, con una domanda che brucia: ππ’πππ‘π π ππππ ππππππππ ππ ππ’ππ π‘π π ππ π‘πππ πβπ ππ πππ π ππππ βπππππππππ‘πβ?
LA SCHEDA
Anno: 2012
Durata: 97 min
Genere: gangster, noir, thriller, drammatico
ππππππ ππππππππππ
Brad Pitt: Jackie Cogan
Scoot McNairy: Frankie
Ben Mendelsohn: Russell
Richard Jenkins: uomo nell’auto
James Gandolfini: Mickey
Ray Liotta: Markie Trattman
L’articolo Γ¨ stato redatto da studenti del ITC Nizzola di Trezzo sull’Adda che ha partecipato per alcuni anni ad un progetto di cinema e letteratura creato dalla prof.ssa Francesca Numerati, nostra esperta di recensioni di libri. in collaborazione con cineSmania.
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