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Una storia che all’apparenza segue semplicemente la vita di un giovane palermitano (Arturo) ci porta a scoprire tra comicitΓ  e schietta oggettivitΓ  una parte della storia della cittΓ . Non Γ¨ un pezzo di storia fiorente, ma che va ricordato.

Arturo descrive l’ascesa al potere dell’associazione Cosa Nostra (con i suoi vertici: TotΓ² Riina, Bernardo Provenzano, Calogero Bagarella e altri due uomini della famiglia Badalamenti), parallelamente alla sua nascita e piano piano come insieme a lui, anche la Mafia di Palermo cresce e si sviluppa. Arturo con gli occhi di un bambino avvolto da una coperta della societΓ  che si nasconde nell’ignoranza e nella paura, cerca di comprendere quelle figure cosΓ¬ buone e gentili che perΓ² sostengono di combattere con una cosa che per lui, come per gli altri, non esiste. Negli anni la Mafia accresce con arroganza il suo potere, insinuandosi ai vertici dei settori piΓΉ ricchi e soprattutto nella politica, nascondendosi dietro figure ben studiate che vendano un’immagine rosea e serena della Sicilia. Colui che Arturo piΓΉ stima Γ¨ il presidente del consiglio dei ministri Giulio Andreotti che perΓ² ben presto si mostra non essere un uomo del popolo in quanto alla caduta di un importante figura (della Chiesa) giustifica la sua assenza alle cerimonie funebri con la dichiarazione β€œPreferisco andare ai battesimi”.

È proprio da questo momento che in Arturo cambia qualcosa, probabilmente la consapevolezza che la realtà in cui vive è ben più complessa di ciò che gli è sempre stato raccontato.

Egli cresce cercando di creare un pensiero proprio distinguendosi nel tentativo di rimanere fedele a sΓ© stesso. Come ogni ragazzo affronta problemi di cuore, ma anni dopo anche il mondo del lavoro. È proprio quest’ultimo che gli dΓ  la possibilitΓ  di rincontrare la bambina, ormai diventata giovane donna, per cui sin da piccolo ha nutrito forti sentimenti, Flora. Quest’ultima lavora nel settore della politica per Salvatore Lima, e presto offre un posto di lavoro anche ad Arturo. È proprio quest’ultimo che tenta di aprire gli occhi della donna (vissuta sin da piccola in una bolla) per quanto riguarda il gioco vizioso tra politica e mafia dove pochi si pronunciano e chi lo fa, non ha l’occasione di farlo un’altra volta. È proprio alla fine del film che viene fatto un nuovo parallelismo fondamentale: la gente prende coscienza e stravolge la propria realtΓ  cosΓ¬ come Arturo e Flora i quali, finalmente, danno una svolta al proprio rapporto e alle proprie vite.

Il film vuole portare a galla una veritΓ  fastidiosa, senza fronzoli o pietΓ , in maniera schietta diretta e cruda, mette sotto gli occhi dello spettatore quelle che sono state le colpe di una societΓ  muta e ferma che non ha voluto vedere ma ha preferito girarsi dall’altra parte a discapito di molti. Con onore ricorda grandi nomi che si sono dedicati al proprio paese e alla propria gente nel tentativo di rimuovere il marcio; questi sono: Giovanni Falcone, Boris Giuliano, Gaetano Costa, Paolo Borsellino, Rocco Chinnici, Cesare Terranova, Pio la Torre, Attilio Bonincontro, Filadelfio Aparo, Mario Francese, Carlo Alberto della Chiesa, Pierantonio Mattarella.

Alcuni di loro, tra filmati storici e scene del film, ci vengono mostrati per ricordarci che non sono stati solo dei nomi, al tempo va detto neanche troppo amati, ma degli eroi, perchΓ© ciascuno di loro ha contribuito al risveglio della coscienza sociale.

Le tecniche usate sono molte e quasi non si mischiano ma tutto ciΓ² rende piΓΉ impattante l’oggetto dell’attenzione. Abbiamo riprese fatte direttamente dal protagonista come β€œvideogiornale” abbiamo le classiche inquadrature da film, un forte uso delle immagini, il contrasto tra vecchi e nuovi filmati e la presenza della televisione che viene mostrata come strumento di distorsione. Tutto ciΓ² si rende fondamentale per rendere i contrasti dell’ambiente e le sue problematiche.

In conclusione possiamo definirla un’opera di formazione che serve a tutti per capire e ricordare in quanto signore e signori, la Mafia non uccide solo d’estate.
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LA SCHEDA
Anno: 2013
Regia: Pif
Durata: 89 minuti
Genere: commedia, drammatico, sentimentale, giallo

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Pif: Arturo Giammarresi
Cristiana Capotondi: Flora Guarneri
Claudio Gioè: Francesco
Ninni Bruschetta: Fra Giacinto
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L’articolo Γ¨ stato redatto da studenti del ITC Nizzola di Trezzo sull’Adda che ha partecipato per alcuni anni ad un progetto di cinema e letteratura creato dallaΒ  prof.ssa Francesca Numerati, nostra esperta di recensioni di libri, in collaborazione con cineSmania.Β 

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